Polo del riuso e riciclo degli scarti e dei rifiuti.

L’Amministrazione Comunale sarà attenta alle buone pratiche ambientali, con la costante ricerca di soluzioni che consentano di ridurre la produzione dei rifiuti e di incrementare la percentuale della raccolta differenziata. Ed è proprio in quest’ottica che si colloca l’obiettivo dell’allungamento della vita di un oggetto, attraverso il controllo, la pulizia e la riparazione dello stesso.

Il Riuso dunque risulta essere un passo fondamentale per il contenimento degli sprechi nell’ambito dei rifiutie per la loro re-immissione nel circuito vitale delle cose. Con deliberazione di giunta comunale n. 144 del 20 Aprile 2017, il Comune di Verbania ha confermato l’interesse al progetto di “POLO DEL RIUSO” di ManiteseCooperativa Sociale a r.l. Onlus sostenendone l’elaborazione di uno Studio di fattibilità che ha permesso di essere inserito tra le funzioni chiave previste per la rigenerazione dell’area ex Acetati.

Dal 4 luglio 2018 sono entrate in vigore le quattro direttive europee del “pacchetto economia circolare” chedovranno essere recepite dagli Stati membri entro luglio 2020. Tra gli obiettivi è previsto il riciclo entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035) e parallelamente si vincola lo smaltimento in discarica (fino ad un massimo del 10% entro il 2035). Il 65% degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030. I rifiuti tessili e i rifiuti pericolosi delle famiglie (come vernici, pesticidi, oli e solventi) dovranno essere raccolti separatamente dal 2025 e, sempre a partire dal 2025, i rifiuti biodegradabili dovranno essere obbligatoriamente raccolti separatamente o riciclati a casa attraverso il compostaggio.

Per quel che riguarda la discarica, il pacchetto Ue limita la quota di rifiuti urbani da smaltire a un massimo del 10% entro il 2035.
La strategia a lungo termine è quella di coinvolgere le imprese nel realizzare prodotti con materiali nuovi, interamente riutilizzabili e che quindi non generino scarti, mentre quella a breve e medio termine è gestire gli scarti prodotti in modo più responsabile, attraverso il riutilizzo ed il riciclo. Le nuove direttive puntano amigliorare l’ambiente, con una riduzione media annua delle emissioni di 617 milioni di tonnellate di Co2equivalente.

Ci si aspetta poi anche un impatto virtuoso sull’occupazione e si stima che l’economia circolare possa fare daeffetto leva all’economia dell’area euro favorendo, una crescita del Pil fino al 7% in più entro il 2035.

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