NON SOLO UN TEATRO

L’opera dell’Architetto Arroyo non era stata concepita per essere solo un teatro, ma un centro culturale molto diverso dall’attuale.

L’ex “CEM” è innanzitutto un’opera architettonica contemporanea di riconosciuta qualità, per molti aspetti sperimentale, strategica per la città di Verbania e che va considerata e gestita come tale. Sembrerebbero svanite le prerogative per cui quest’opera è stata ideata e progettata, l’idea di centro culturale vivo, aperto alla città, ai suoi visitatori, polifunzionale, attrattivo, risorsa di sviluppo socio-culturale ed economico.

Non di rilancio, quindi, vogliamo parlare, quanto di effettivo “lancio”, di “avvio” della struttura, in sintesi, di valorizzazione di un’eccezionale opera architettonica.

Partendo da questi presupposti dobbiamo partire dall’introduzione di possibili interventi di “rinaturalizzazione”, del “contenitore”, fino alla definizione dei “contenuti” di quest’opera.

Per interventi di rinaturalizzazione si intendono gli interventi di sistemazione ed “aggiustamento”, in linea con il concept iniziale, con quanto ideato dagli architetti e con quanto progettato, rispetto invece ad una realizzazione per molti aspetti, insufficiente e di scarsa qualità. Tra questi:

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ESTERNI E PAESAGGIO

Spazi da valorizzare e arredare insieme alla grande gradonata, attualmente dimenticata eabbandonata. Un teatro all’aperto affacciato sul lago é un luogo dove fare eventi, ma soprattutto un luogo di grande suggestione fruibile in qualunque momento del giorno.

La relazione tra interno ed esterno, la potenza del paesaggio, la creazione di un luogo quotidiano di incontro, socializzazione, rappresentano il cuore dell’idea architettonica. Inoltre è proprio la gradonata che permetterebbe di organizzare a Verbania eventi di grande richiamo che prevedano l’afflusso di un pubblico di migliaia di persone.

IL VERDE,
IL SUPERAMENTO DEL MURO DELLA BIBLIOTECA:

I giardini e la spiaggia intorno al Maggiore vanno valorizzati e curati, così che possano essere fruiti, insieme al resto degli spazi esterni dell’opera, dove sia possibile passeggiare, prendere il sole, leggere un libro, pranzare, andare al bar e quindi la relazione con la Biblioteca è di grandissima importanza, e non solo nella condivisione del verde e degli spazi esterni.

Il muro attuale che separa la biblioteca dal Maggiore andrebbe quindi eliminato per creare un unico spazio e polo culturale dove sia possibile trascorrere i diversi momenti della giornata.

Allo stesso modo va curato il sottopassaggio verso il centro sportivo oltre la statale e riprendere il progetto dell’attracco del battello creando una fermata vera e propria dove i turisti possano scendere, andare al bar, in spiaggia e partecipare ai vari eventi, e si potrebbe riprendere il progetto del ponte che aggancerebbe tutti i parcheggi e la pista ciclabile per ridare un senso a quello per cui il Maggiore era stato finanziato, ovvero, ricordiamolo, un PIANO INTEGRATO DI SVILUPPO URBANO.

BAR RISTORANTE

Occorre fare un bando che possa richiamare il meglio che il mercato offre nel settore ristorazione. Per attrarre effettivo interesse devono essere resi fruibili anche gli spazi dell’ultimo piano (balconata ed aree e sale adiacenti) affinché il gestore possa utilizzare la struttura anche nelle ore serali (es. discoteca). Anche questi sono luoghi fruibili indipendentemente dal teatro. Una buona organizzazione dei servizi contribuisce alla strutturazione di un luogo. Al momento in cui la città farà proprio quel luogo, allo stesso tempo, le due strutture saranno molto appetibili dal mercato. Il tema é sempre lo stesso: attivare relazioni, integrare funzioni, proporre, comunicare, partecipare.

GLI SPAZI INTERNI DEVONO VIVERE

Sono stati progettati perché fossero di fruizione quotidiana e non solo straordinaria da parte dei cittadini verbanesi, si pensi ad uno spazio edicola, ad un negozio di merchandising e, quindi, al bar e al ristorante. Ecco, uno spazio per tutti I giorni e per tutte le stagioni, per le scuole, estensione della biblioteca, peri ragazzi, per i giovani.

ILLUMINAZIONE ESTERNA
E PROMOZIONE DELL'OPERA ARCHITETTONICA CON EVENTO DI MAPPING SULLA SUPERFICIE DEL MAGGIORE

Questo è un aspetto comunque qualificante. L’opera va impreziosita con un adeguato progettoilluminotecnico degli esterni, per farne risaltare l’effetto scultoreo, l’armonia del segno e l’inserimento notturno nello skyline cittadino, così come era già previsto nel progetto dell’Arch. Arroyo. Contestualmente alla prima illuminazione, si organizza un evento mapping di rilancio, sulla superficie del Maggiore , possibilmente sponsorizzato a firma di un brand che decreti il nuovo inizio della struttura, per collegarlo a tutti i circuiti in essere. Molti cittadini di Verbania non sanno neanche che uno dei propri edifici pubblici è stato premiato ed è riconosciuto tra le opere architettoniche internazionali di qualità. Bello o brutto che sia.

Immaginare il Maggiore finalmente illuminato e che cambi — ad esempio — colore secondo cicli programmati, occasioni speciali, eventi ecc. significherebbe evidenziare la struttura e renderla visibile da tutto il lago facendone il “faro” di Verbania.

Collegare, connettere ai circuiti “giusti”, promuovere, costruire un’immagine riconosciuta, un brand, partecipare e condividere, esportare, proporre l’opera unitamente alle iniziative in corso,differenziare, (non solo teatro), cinema, televisione, pubblicità, moda, questi gli obiettivi. In sintesi, internazionalizzare il Centro Culturale.

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