LA CITTÀ SOCIALE

Aiutare a migliorare le condizioni di vita o semplicemente riuscire a far sopravvivere dignitosamente le persone deve essere l’obiettivo di un buon amministratore.

Le forme di volontariato presenti in città con il loro impegno, cercano da tempo di aiutare le persone in difficoltà, ma non basta. L’emarginazione ed il disagio si percepiscono indistintamente dai giovani che non trovano punti di aggregazione, e dalle persone anziane che ambirebbero a trascorrere la loro vita sentendosi ancora utili e vive. Negli ultimi anni il disagio e la povertà hannotoccato pesantemente i nostri concittadini, l’aiuto deve essere rivolto soprattutto a loro. Le famiglie che sempre più si rivolgono agli assistenti sociali ed alle organizzazioni umanitarie, devono avere particolare attenzione. Meritorie tutte le iniziative che cercano di dare sempre più risposte, grazie all’attività dei tanti volontari, al disagio che è purtroppo presente e più che palpabile. Ma a nostro avviso non basta, bisogna impegnarsi per cercare di ridurre tale condizione ❑ quantomeno assisterla con ogni mezzo.

Ci sono poi le “Persone invisibili” che per dignità, non si avvicinano né ai centri di ascolto presenti sui territorio, né agli assistenti sociali, Importante quindi, l’impegno di riuscire ad avvicinarli magari cercando sinergie con i medici di famiglia che, conoscendo questi casi, possano dare loro aiuto a contattare almeno i centri di ascolto, e non solo per aiuti concreti (alimenti, vestiario, pagamento delle bollette e quant’altro) ma per ascoltare le loro difficoltà e quindi non farli sentire isolati. Altri aiuti possono essere, sia di accompagnarli nel quotidiano, per recarsi in farmacia, dal medico, a fare la spesa eio in casi particolari, portandogli direttamente presso la loro abitazione, gli aiuti di cui necessitano, magari anche pasti pronti.

Lottare mettendo in campo tutte le risorse possibili è un obbiettivo che deve rimanere prioritario. Partendo dalle condizioni ed opportunità che dovrebbero essere riservate ai nostri giovani, si nota sempre più frequentemente che gli stessi non hanno la possibilità di ritrovarsi in luoghi di aggregazione, dove dare sfogo anche alla loro creatività. Purtroppo sempre più le vie, le piazze sono meta di ragazzi che vagano alla ricerca di un punto preciso dove in modo sano e responsabile possano fare comunità.

L’attenzione ad essi deve essere rivolta anche al loro inserimento nel tessuto sociale e
nell’avviamento al lavoro, ovviamente e possibilmente nella loro città. Troppe le migrazioni che
costringono i nostri ragazzi a lasciare il territorio in cerca di miglior fortuna, che possa portarli ad ambire ad una stabilità economica e sociale, e soprattutto nel farsi quella famiglia che spesso viene dimenticata.

Insieme alle associazioni, ai tanti volontari che operano nei vari settori, alla scuola, ai medici, alle parrocchie, agli oratori, agli operatori del sociale , dello sport, dei servizi alle persone, cercheremo di riscoprire il valore delle relazioni e dei legami, che spesso rimangono consegnati ad una dimensione privata, solo personale.

Ciò che ci proponiamo è di promuovere in rete le diverse realtà associative operanti sul territorio per condividere una “strategia integrata”, nella speranza di poter contribuire a far crescere ” il senso di appartenenza alla nostra comunità” ed a migliorare i servizi erogati e la qualità della vita dei verbanesi.

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LA CURA E’ DI CASA

Un grande progetto che sta coinvolgendo l’intera provincia con l’obiettivo di mettere in movimento i territori in una visione di welfare che attivi la comunità a riconoscere le proprie necessità, ricostruisca i legami di fiducia, faccia rete e crei percorsi condivisi per valorizzare le ricchezze del tessuto sociale. Si prende cura delle persone anziane che hanno bisogno di un aiuto per stare bene a casa propria. Un pezzo di strada è stato fatto, ma occorre continuare con determinazione .

COSTRUIRE UN CENTRO DI INCONTRO E DI AGGREGAZIONE PER ANZIANI E GIOVANI

Ricercare e costruire punti di ritrovo e di aggregazione sarà un nostro impegno ed il nostro obiettivo.

L’idea può essere di creare un luogo, dove da una parte, essere punto di aggregazione per i giovani, ed accanto luogo di ritrovo per le persone anziane eto sole.

Aggregare giovani e persone della terza età potrà risultare paradossale, ma invece crediamo sia la via maestra per dare ai giovani quell’esperienza di vita che solo le persone che hanno un passato possono dare.

Di contrattare la vivacità e la voglia di fare dei giovani, può stimolare le persone più mature asentirsi ancora parte integrante della società e custodi di un esperienza insostituibile.

L’educazione civica da trasmettere alle giovani generazioni, deve essere la via maestra per rilanciare in tutti i suoi aspetti e peculiarità la nostra bella città.

La popolazione tende ad invecchiare, fortunatamente molti hanno ancora la capacità e la volontà di mettersi in gioco per dare il loro contributo di esperienza e disponibilità. Allora è necessario darea queste persone la possibilità di farlo, magari con gesti semplici ma concreti. Riuscire ad aggregare questa fascia d’età è indispensabile. Creare cosi come per i giovani, e oseremmo dire coni giovani, momenti d’incontro e convivialità può essere un primo passo per rendere meno solitaria la condizione delle persone meno giovani e per rendere più interessante la voglia di fare dei nostri ragazzi Una sinergia che passa attraverso la fattiva collaborazione di tutti i soggetti impegnati quotidianamente sul territorio, che passa dal consorzio dei servizi sociali sino a tutte le organizzazione di volontariato, risulterà sicuramente vincente nelle future battaglie per sconfiggere tutto il malessere ed il disagio che purtroppo regna ancora nella nostra città

PROGETTO “DOPO DI NOI”

Dopo di Noi” è il termine col quale i genitori di persone con disabilità indicano il periodo che seguirà alla loro dipartita: si chiedono, in pratica, cosa sarà del nostro congiunto disabile dopo di noi, ovvero quando noi ci saremo più ad assisterlo? Chi se ne prenderà cura in modo adeguato? Si tratta di una domanda angosciante, che da tempo le famiglie italiane hanno sottoposto alla politica, chiedendo a più parti di intervenire in modo da creare degli strumenti in grado di assicurare un futuro sereno a tutte quelle persone che, con disabilità, non potranno più, ad un certo punto della loro vita, contare su un supporto famigliare.

La legge 22/06/16 n. 112 ha definito indirizzi ed obiettivi e mEdiante l’utilizzo dei fondi stanziati per l’assistenza alle persone con disabilità grave e disabili privi del sostegno familiare ci poniamo l’obiettivo di :

  • Realizzare interventi innovativi di residenzialità diretti alla creazione di soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing.
  • Realizzare interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extra famigliare per far fronte ad eventuali emergenze.
GLI ALLOGGI POPOLARI
Il problema degli alloggi popolarI

Il problema degli alloggi popolari, che per lo più toccano la realtà dell’ATC 4Azienda Territoriale della Casa), sia a Verbania che su tutto il territorio provinciale, negli ultimi anni è esploso con l’incapacità di tale ente di gestire sia la manutenzione che la riscossione delle pigioni. Anche Verbania è toccata da questa problematica, anche se il Comune dispone in proprio di alcuni

alloggi. Riteniamo che una buona amministrazione debba impegnarsi con tutte le risorse disponibili nel reperire e quindi mettere a disposizione dei più deboli alloggi di varie pezzature per soddisfare le esigenze di tali persone siano essi soli o di famiglie più o meno numerose. Le graduatorie pubbliche pongono a nostro avviso ostacoli talvolta insormontabili, per assegnare una casa a chi ne ha bisogno. I criteri oggi tengono poco in considerazione le necessità, ovvero gli stessi si basano esclusivamente sulle pezzature degli alloggi, per cui una famiglia di 4 persone deve per forza avere un alloggio di 80/90 mq. ( per esempio ), quindi magari con una disponibilità esigua a fronte di altre pezzature.

Occorre con buon senso razionalizzare queste scelte, ma soprattutto intervenire nelle emergenze. Molti alloggi difettano di scarsa o scarsissima manutenzione da parte dei gestori proprietari, lasciando incompleto abbandono strutture che ha nostro avviso invece devono avere dignità.

Un altro aspetto da non sottovalutare, è la necessità di verificare, se tutti gli occupanti gli alloggi popolari, e ci riferiamo a quelli in capo al Comune di Verbania, abbiano effettivamente i requisiti richiesti. Per capirci siano effettivamente in condizioni di indigenza, troppo spesso si notano occupanti tali alloggi possessori di automobili di costose. Questa deve essere una priorità per una vera equità nel trattamento di tale problematica. Altro argomento molto importante, ma che spesso non viene preso in considerazione, è l’integrazione linguistica delle persone di altre nazionalità che si rivolgono alle organizzazioni caritatevoli. Ci riferiamo in particolare alle donne con figli che per loro condizione sociale e famigliare, hanno grosse difficoltà ad integrarsi con la nostra lingua. Nel concreto potersi esprimere almeno in modo elementare, per trasmettere i loro disagi e le loro esigenze. Quindi potrebbe essere interessante proporre corsi base e avanzati di studio della lingua italiana.

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