CASA DELLA SALUTE E NUOVO OSPEDALE

La prima necessità di un cittadino che ha un problema di salute è quella di trovare al più presto un medico che gli faccia una diagnosi. L’unica struttura medica oggi aperta 24/24 è il DEA dell’ospedale, dove il cittadino si reca per mettersi in coda per una visita, con tempi di attesa non certi. Gli ultimi dati disponibili parlano di oltre 40 mila passaggi all’anno ai Dea del VCO dei quali la maggioranza sono “codici bianchi” relativi a malesseri che non necessitano dei medici specialistici ospedalieri per essere risolti. Dopo annosi e infruttuosi tentativi per modificare questa situazione, finalmente nel novembre 2012 viene licenziata dal Parlamento la legge 189 comunemente definita “Legge Balduzzi”, che detta regole chiare per il riordino sanitario del territorio anche con l’obiettivo ridurre il ricorso ai DEA ospedalieri.

Un sistema costruito “attorno al cittadino” e dove avviene la “presa in carico” del paziente al primo contatto con un medico che dispone della sua “cartella clinica elettronica”, ove esiste, oppure ne viene aperta una.
Questo è il primo atto concreto del suo “percorso di cura”, che disegna in modo preciso, organico, razionale ed efficiente una architettura sanitaria “territoriale” la quale prevede che l’ospedale sia dedicato alle sole “acuzie”.

Prima dell’ospedale la legge prevede a cascata sul territorio due filtri: prima le A.F.T., “Aggregazioni Funzionali Territoriali”, che sono luoghi dove i Medici di medicina Generale associati fra loro, forniscono assistenza giornaliera 24 / 24 e 7 / 7 e le U.C.C.P. le “Unità Complesse di Cure Primarie”, luoghi provvisti di attrezzature diagnostiche adeguate, dove confluiscono i pazienti inviati dalle A.F.T. Di queste “case della salute” come oggi sono chiamate, oltre a quella storica di Cannobio, se ne sono aggiunte altre:Crevoladossola, Omegna, Verbania (al Castelli entro il 2019), e se ne aprirà presto anche una a Premosello(ex ospedale).

Il progetto finale dell’ASL V.C.O. prevede che le U.C.C.P. del V.C.O. saranno ospitate al San Biagio ed al Castelli (già prevista). Una efficiente architettura organizzativa che consente di utilizzare razionalmente risorse umane e finanziarie.
È evidente che con le premesse di cui sopra, il dibattito in corso sull’ospedale “nuovo” è fuorviante.

Siamo ancora in una visione “ospedalocentrica” dove le proposte in campo trascurano colpevolmente il territorio e indicano soluzioni scarsamente realistiche che nascondono anche molti pericoli.

FACCIAMO CHIAREZZA.

Nessuno dei due Ospedali esistenti è oggi in grado di ospitare i 300 posti letto previsti per l’inadeguatezza delle

page4image51880000page4image51873664page4image51878848page4image51879424

4

strutture che non rispondono più ai nuovi standard di ricovero.

Per realizzare la sanità territoriale è indispensabile usufruire delle attuali strutture ospedaliere in cui operano già i poliambulatori, avranno quindi sempre un utilizzo sanitario.
La spesa per mantenere le attività ospedaliere sui due presidi è già oggi molto elevata a cui va sommato il disagio dei medici che vi operano, costretti a spostarsi frequentemente fra i due nosocomi.

Il Nuovo ospedale darebbe soluzione definitiva a questi problemi e potrebbe occuparsi appieno delle sole acuzie. Nel dicembre del 2015, i Sindaci del VCO hanno personalmente firmato il testo del protocollo d’intesa con la Regione che dava il “via libera” per realizzare la struttura. Per l’intero progetto la Regione ha complessivamente messo a disposizione la somma di 76 milioni di euro.

Perché Il nuovo ospedale è bene che sia collocato a Ornavasso.
Il nuovo Ospedale deve trovarsi in una posizione tale da scoraggiare la “fuga” verso altri nosocomi ed evitare di

incrementare la spesa per la “mobilità passiva” verso altre strutture fuori provincia.

Un ospedale periferico, come proposto da chi si candida quale coalizione di Destra al Governo della Regione, provoca due effetti negativi:

  • il primo è la difficoltà di reperire già oggi medici specialistici disposti a trasferirvisi. Che ciò sia noto è dimostrato da quei bandi che spesso vanno deserti, ma in futuro non potrà che andar peggio, vista la grave carenza di medici e paramedici di diverse specializzazioni.
  • il secondo effetto, non meno importante, riguarda la mobilità passiva che, al danno del costo diretto della prestazione pagata ad altre ASL o ai privati, aggiunge l’inutilizzo di strutture proprie ed “équipes” specialistiche pagate, ma perlopiù inattive, cosa che metterebbe a rischio l’esistenza stessa di un ospedale decentrato. Quindi spesa doppia.

    Agli effetti negativi di cui sopra, si sommano:

  • una diminuzione del numero degli interventi pro capite, pericolosamente sotto il limite di sicurezza; è noto che più interventi si fanno più la “mano” si fa sicura.
  • un aumento dei costi per ogni singolo intervento effettuato, in confronto con altri nosocomi: meno interventi si fanno, maggiore è il singolo costo; quindi, con i tempi che corrono, è molto alto il rischio di sopravvivenza di un ospedale decentrato.

    In conclusione

• L’ospedale “nuovo” va realizzato in quanto deciso da quasi tutti i Sindaci, nell’Assemblea dei Sindaci della

Provincia il 18 novembre 2015 il cui Protocollo d’intesa è stato firmato a Torino il 24 dello stesso mese dalla Rappresentanza dell’Assemblea stessa. Sono inaccettabili queste prese di distanza, per ragioni

5

elettorali, da un documento a cui si è data approvazione esplicita e pubblica come nel caso del candidato

Sindaco a Verbania Arch. Giandomenico Albertella.

  • Rimettere in discussione tutto senza avanzare una proposta alternativa significa arrestare la realizzazione

    della “sanità territoriale” privando i cittadini di un importantissimo strumento per la tutela del diritto alla

    salute.

  • Riportare indietro l’orologio di qualche anno, quando il territorio si lacerò sulla insensata richiesta di

    scegliere quale dei due DEA chiudere è inqualificabile, ma oggi sta tornando purtroppo d’attualità.

  • Si sta risvegliando un “campanilismo” dalle pericolose conseguenze e che avevamo già vissuto e speravamo fosse morto e sepolto. Chi lo sta promuovendo oggi non fa certo l’interesse del territorio e dei

    suoi cittadini.

  • In questo scorcio di anno 2019 hanno manifestato pubblicamente la loro adesione al progettodell’Ospedale Nuovo ad Ornavasso:

    ▪ I medici ospedalieri
    ▪ L’ordine dei medici del VCO
    ▪ il personale paramedico
    ▪ Le Organizzazioni Sindacali provinciali

Da avviare

1 azioni da avviare

Azioni


Da avviare
cosa fare
come la pensa il PD

Il Partito Democratico sin dall’inizio ha assunto una posizione chiara e precisa sull’Ospedale NUOVO adOrnavasso, in quanto vogliamo un ospedale moderno.
Quindi l’eventuale cancellazione dell’Ospedale “NUOVO” paventata dalla Destra e sostenuta da chi si potrebbe candidare a guidare il Piemonte, ci porrà in una situazione sanitaria molto difficile.

Allora sia il SINDACO MARCHIONINI che il Partito Democratico di Verbania sarà orientato con tutte le sue forze a difendere l’Ospedale CASTELLI, quale unico Ospedale Provinciale.

Iscriviti alla newsletter